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Nell’ottobre 2006 saranno cinquant’anni dalla sconfitta della rivoluzione ungherese del 1956. Dopo il 1945 l’Ungheria era stata integrata nel blocco di potenza  dominato dall’Unione Sovietica, ma il capovolgimento dei rapporti di produzione  anche qui non fu il risultato di una sollevazione rivoluzionaria, ma la conseguenza di un capovolgimento messo in moto per via burocratica. (Prefazione di Manfred Scharinger a Pierre Brouè, La rivoluzione ungherese del 1956, Testi di formazione e materiali Nr 9, AGM, Vienna 2006)

La guerra dell’imperialismo americano contro l’Iraq ferirà od ucciderà direttamente  secondo valutazioni ONU  oltre 500.000 persone,  3 milioni di irakeni saranno trasformati in profughi e 10 milioni saranno tagliati fuori da ogni approvvigionamento alimentare.  Assassinio di massa, distruzione di fauna e ambiente,  i costi miliardari della guerra – tutto ciò viene giustificato con il non calcolabile ‘pericolo’ rappresentato da Saddam Hussein.  Le motivazioni al riguardo sono veramente misere oppure goffe bugie propagandistiche.   L’Iraq non  possiede praticamente più - come ha già constatato il rapporto dei commissari ONU nel giugno del 2002 -  armi di distruzione di massa: l’Irak  è già da anni qualitativamente disarmato, l’esercito non possiede quasi più moderni sistemi d’arma, le infrastrutture sono ampiamente distrutte e l’economia dissanguata. Non si è stati neanche in grado di dimostrare legami tra Al- Quaida e l’Iraq.

Questa è  la traduzione di alcuni testi tratti dal numero monografico “Trotzkismus in Österreich. Von den 20er Jahren bis heute“ (Trotzkismo in Austria. Dagli Anni ’20 ad oggi). 2° Edizione riveduta, maggio 1997. Pagine 253.

All’interno del movimento contro la guerra dell’imperialismo americano si trovano tendenze antiamericane più o meno forti nei paesi arabi o in America Latina così come nell’Europa meridionale o in Germania. Qui si tratta in parte dell’idea secondo cui gli americani vogliono imporre al mondo il loro dominio. Assieme a ciò procede spesso anche un’immagine elitaria di una popolazione americana senza cultura, ignorante e divoratrice di hamburger, che si è lasciata manipolare da un incolto provinciale come presidente fino a diventare una massa di stupidi patrioti sventolatori di bandiere.